Il fermo amministrativo è un provvedimento mediante il quale le amministrazioni o gli enti competenti (come Comuni, INPS, Regioni, Stato, ecc.) attraverso i concessionari della riscossione “bloccano” un bene mobile del debitore (o dei coobbligati) registrato in pubblici registri (ad esempio autoveicoli) al fine di recuperare crediti non pagati che possono essere riferiti a tributi o tasse (ad esempio mancato pagamento di IVA, IRPEF, bollo auto, ICI, ecc.) o multe relative a infrazioni al Codice della Strada.
Iscrizione e conseguenze del fermo amministrativo
Nel caso in cui il pagamento del bollettino di pagamento non venga effettuato entro i termini di legge, il concessionario della riscossione può disporre il fermo dei veicoli intestati al debitore mediante l’iscrizione del provvedimento di fermo amministrativo nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA).
A seguito dell’iscrizione del fermo, la disponibilità del veicolo è limitata fino a quando il debitore non salda il proprio debito e il concessionario della riscossione non provvede, d’ufficio, alla cancellazione del fermo.
Il veicolo, infatti:
- Non può circolare: se circola, è prevista una sanzione.
- Non può essere radiato dal PRA: non può essere demolito o esportato.
- Anche se viene venduto con un atto di data certa successiva all’iscrizione del fermo, non può circolare e non può essere radiato dal PRA.
Inoltre, se il debitore non paga le somme contestate, il concessionario della riscossione può procedere alla vendita forzata del veicolo.
Cancellazione del fermo amministrativo al PRA con provvedimenti di revoca emessi prima del 1° gennaio 2020
In base a quanto stabilito dal Decreto Legislativo 98/2017, la revoca del fermo presso il PRA viene effettuata d’ufficio (senza ulteriori oneri per il cittadino) dai concessionari della riscossione per quanto riguarda i provvedimenti di revoca emessi a partire dal 1° gennaio 2020.
Per i provvedimenti di revoca emessi in data anteriore, invece, rimangono in vigore le disposizioni previste dalla vecchia normativa, che richiedono la richiesta di cancellazione del fermo al PRA a cura della parte interessata mediante PEC/e-mail, secondo le modalità descritte nella sezione “Servizi online – Servizi Digitali PRA”, in particolare nelle schede “Servizi per avvocati, curatori fallimentari e altri soggetti titolati” e “Servizi al cittadino”.
In tali casi, per la cancellazione del fermo è previsto il pagamento di 32 euro di imposta di bollo per la nota di richiesta.
La cancellazione del fermo non richiede la presentazione del CdP/CDPD o del DU (documento unico).
Una volta completata l’elaborazione richiesta, l’Ufficio PRA invierà al richiedente, tramite PEC/e-mail, l’attestazione dell’avvenuta esecuzione della pratica.
Sospensione del fermo amministrativo con provvedimenti emessi prima del 1° gennaio 2020
In base a quanto stabilito dal Decreto Legislativo 98/2017, la sospensione del fermo presso il PRA viene effettuata d’ufficio (senza ulteriori oneri per il cittadino) dai concessionari della riscossione per quanto riguarda i provvedimenti di revoca emessi a partire dal 1° gennaio 2020.
Per l’annotazione presso il PRA dei provvedimenti di sospensione del fermo emessi in data anteriore al 1° gennaio 2020 (tranne nei casi in cui l’agente/concessionario della riscossione abbia stabilito esplicitamente un termine massimo per l’annotazione al PRA della sospensione e tale termine sia scaduto), l’annotazione deve essere richiesta al PRA a cura della parte interessata mediante PEC/e-mail, secondo le modalità descritte nella sezione “Servizi online – Servizi Digitali PRA”, in particolare nelle schede “Servizi per avvocati, curatori fallimentari e altri soggetti titolati” e “Servizi al cittadino”.
In tali casi, per l’annotazione della sospensione del fermo è previsto il pagamento di 32 euro di imposta di bollo per la nota di richiesta.
Non è richiesta la presentazione del CdP/CDPD o del DU.
Una volta completata l’elaborazione richiesta, l’Ufficio PRA invierà al richiedente, tramite PEC/e-mail, l’attestazione dell’avvenuta esecuzione della pratica.
Casi particolari: errore del concessionario e vendita anteriore all’iscrizione del fermo
Se il fermo amministrativo è stato iscritto erroneamente perché si basa su una somma non dovuta dal contribuente (rimborso totale per un pagamento indebito), il concessionario della riscossione richiederà gratuitamente al PRA la cancellazione dell’iscrizione del fermo.
Se il veicolo è stato venduto con un atto di data certa anteriore all’iscrizione del fermo, dopo aver registrato il passaggio di proprietà presso il PRA, il concessionario della riscossione, a seguito di comunicazione da parte dell’ACI, provvederà a cancellare gratuitamente il fermo amministrativo dagli archivi del PRA. Il veicolo non sarà quindi soggetto a limitazioni di disponibilità.
Come verificare se è stato iscritto un fermo amministrativo
Se si desidera semplicemente sapere se sul veicolo è presente un vincolo o un gravame, è possibile utilizzare il servizio online.
Se invece si desidera ottenere informazioni complete sul fermo amministrativo iscritto sul proprio veicolo, è possibile effettuare una verifica dettagliata tramite il servizio “MY CAR” disponibile nell’app “ACI Space” o nella sezione “AUTO 3D” sul sito web dell’ACI. Per accedere a tali servizi è necessario avere SPID.
Consultando i documenti (CdP/CDPD o attestazione di proprietà) disponibili tramite le suddette applicazioni, è possibile ottenere tutte le informazioni dettagliate sullo stato giuridico dei propri veicoli.
Se si desiderano informazioni complete sul fermo amministrativo iscritto su veicoli intestati ad altri soggetti (ad esempio, se si intende acquistare un veicolo usato), è possibile richiedere una visura PRA al costo di 6 euro tramite il servizio online, presso una delegazione dell’ACI o presso uno studio di consulenza automobilistica (agenzia pratiche auto).
Nel caso di rivolgersi a una delegazione dell’ACI o a uno studio di consulenza automobilistica (agenzia pratiche auto), oltre ai costi previsti per legge, vanno naturalmente aggiunti i costi per il servizio di intermediazione offerto nel libero mercato.
La visura riporterà tutte le informazioni giuridico-patrimoniali relative al veicolo disponibili al momento della richiesta.